Moto Guzzi Stelvio

 #un cuore grande

Molto più di una moto, un’idea.Stelvio idea

Un’idea rivoluzionaria contro ciò che l’industria motociclistica mondiale vuole che tu pensi.

Un oggetto al confine tra il mondo spirituale e quello materiale.

Un dono che parla allo spirito dell’uomo e lo fa con le giuste parole.

Parole che non sono composte da lettere ma da ogni battito del motore, da vibrazioni sul manubrio, da scuotimenti, da vuoti allo stomaco ogni volta che si accelera, dalla possenza con cui la Stelvio si mostra sulla strada.

La mole della moto rappresenta tutta la sua importanza, le sue linee tonde e spigolose sembrano forgiate in una officina del Medioevo, con rimandi gotici italiani.Stelvio benzina

La Moto Guzzi Stelvio non pesa, schiaccia gli ostacoli.

Per farla stare in equilibrio su se stessa sono stati incurvati tubi di acciaio.Stelvio motore
Anche il suo bicilindrico a forma di cuore è protetto da tubi di acciaio.

In lei l’acciaio si nobilita e prende vita.
Il motore batte come un cuore umano.
Ventricolo sinistro, ventricolo destro,
pistone sinistro, pistone destro,
bam, bam…

Se si appoggia l’orecchio sul petto della persona amata si sente il battito del suo cuore, si ascolta il ritmo dell’esistenza.

Qui non ce n’è bisogno, perché trema la terra.

La Moto Guzzi Stelvio è una dichiarazione di libertà con l’autorevolezza che appartiene solo a lei.

Una libertà che non accetta i confini di una strada o la quantità di bagaglio che vogliamo portarci dietro per andare fino in capo al mondo.Stelvio mare

La Moto Guzzi Stelvio è armata di fede, con il suo serbatoio da 32 litri perfettamente calato nella sua linea, e corazzata nel corpo per affrontare le strade martoriate del mondo, sovrastandole con le sue grandi ruote.Stelvio luci

La Moto Guzzi Stelvio non teme l’oscurità della notte, anzi la sfida, con le sue 8 luci anteriori: abbaglianti, anabbaglianti, posizione e supplementari.
E tutte le altre rosse a led del suo poteriore.

La forcella, italianissima, è stata costruita ispirandosi alle colonne del Pantheon.

La Moto Guzzi Stelvio ha un manubrio alto e largo quanto serve per farti impugnare il mondo!

Poi ci sali su, ti fondi con essa.

E da qui inizia la tua strada.

Stelvio CARCUna ciclistica raffinatissima. Questa è la prima impressione.
Al di là dei numeri bruti delle misure della forcella, dei freni Brembo, del granitico monobraccio cardanico posteriore CARC, con principi di funzionamento eccezionali e coperti da brevetto e dello schema dell’efficacissimo telaio.

Curvoni veloci, tornanti, destra-sinistra, con lei la strada non si percorre, si vive.

Chilometro dopo chilometro, che sotto le nostre ruote l’asfalto ci sia, non ci sia, o sia devastato (come sempre più spesso accade), sentiamo una fiamma dentro di noi riprendere vita.

Era assopita sotto la cenere soffocante del marketing, delle falsità ideologiche imposte da un mercato che ha solo il materialistico dovere di far girare i soldi.
Il motore ruggisce come solo il 1200 di Mandello è capace di fare (1151 i centimetri cubici effettivi). Fa davvero vibrare il cuore. E’ in quel momento che realizzi che è la Stelvio che ti afferra per le mani e ti tira verso la prossima curva.

E giù dentro, si piega. Il motore V2, nato dalla genialità di un ingegnere speciale, si addomestica, permettendo alla moto di addentare la corda e non mollarla più.IMG_2588

Questa è la spiegazione del suo avantreno: una mascella serrata sulla strada. Fedele al suo compagno di viaggio. Oltre le aspettative.

Fuori dalla curva il suo generoso cuore ne ha per spingerti oltre i 200 km/h. E tu ne hai?

Lei non ha mezze misure in niente. Non è nata per pettinarsi davanti allo specchio ma per farti impazzire.

Se hai bisogno di andare via puoi portarti il mondo con te.

Le valigie sono in alluminio del tipo che non si arrende mai. Ce n’è per metterci quello che vuoi.

Se proprio non ti basta, sulle valigie sono rivettati, e fissati per l’eternità, dei passanti in acciaio attorno ai quali si possono far girare delle cinghie per legarci l’impossibile. Con lei equipaggiata così potresti rapire la donna dei tuoi sogni e non tornare indietro mai più.

Ci sono due prese elettriche, una avanti, vicino al manubrio, l’altra sotto la sella. Sembra di rivedere l’elettrificazione della rete ferroviaria italiana avvenuta nel secolo scorso.

Quanto vuoi che sia comoda una sella? La sua lo è. Non c’è altro da aggiungere.

Il riparo aerodinamico è da mezzo militare.
Qui si bada al sodo pur conservando uno stile ineguagliabile.StelvioArt7

Puoi andare dove vuoi.
Puoi fermarti quando vuoi.
Puoi andare veloce ascoltando il ruggito del suo cuore
oppure procedere lento e fiero sentendo i suoi pistoni prendere a calci la strada.

Ce l’hai tanta personalità? Ce la fai a sdoganare la tua immaginazione? A lasciarti alle spalle quello che pensi di sapere per liberare la tua anima?

Allora lei è qui per te.
E la fiamma diventa incendio.

Amen.

L’ Emozione

#riscoprire l’emozione

Un sogno, una distanza colmata con l’immaginazione.

Una motocicletta è il tentativo, compiuto con sapienza ingegneristica, di rendere accessibili all’uomo particolari stati emotivi.
Questa è sempre stata la sua essenza.

Il motociclista anela a trovare la cavalcatura capace di vibrare insieme al suo spirito, amplificando la percezione del mondo circostante e dilatando l’attimo fuggente.
Questo è sempre stato il nostro scopo.

E allora perché troppe volte ci lasciamo consigliare nelle nostre scelte da giornalisti che non parlano più di emozioni?

Perché siamo abbagliati da quello che ci mettono davanti.
L’ex pilota, il campione di enduro, il grande esperto e ci dimentichiamo che nel petto abbiamo un cuore che batte e pompa sangue.

L’origine dell’inganno è lì. Ci ritroviamo così a leggere una recensione o a vedere un video in cui abbiamo riposto la nostra fiducia perché desiderosi di sapere cosa pensano personaggi tanto autorevoli sulla moto che ci ha rubato il sonno.
E il teatro del marketing alza il sipario.

sniper

Il giornalista applica una tecnica di guerra:
quella dello sniper.

Il cecchino deve mimetizzarsi,

confondersi col paesaggio,

sembrarci familiare

Farci rimanere rilassati mentre lentamente e con grande concentrazione ci mette al centro del mirino.
La pallottola sparata è il suo articolo, la sua recensione, la sua valutazione.

E ci becca in piena testa

Perché il cuore resta comunque fuori dalla sua portata.

Per orientare la nostra scelta, il giornalista infatti può agire solo pilotando i nostri ragionamenti attraverso argomentazioni apparentemente razionali.

Ecco che così un cambio diventa “troppo duro” oppure una ciclistica “equilibrata”… ma solo “a patto di non esagerare”.
Il cecchino sa che quando un cervello è colpito, il cuore poi cessa di battere.

In questo processo commerciale mascherato da “informazione” si inserisce anche la televisione, che ci mostra motociclette ridotte a “playstation” con bellissimi schermi lcd ma che non vibrano più, schierate su piste in cui l’asfalto viene da un altro pianeta.

Vediamo sfrecciare oggetti progettati da ingegneri giapponesi che proverebbero le stesse emozioni lavorando su un frullatore, una lavatrice o una scopa elettrica.

E noi siamo i contenitori da riempire di marketing.

Gli esperti di questi colossi industriali, pagati per farci comprare quello che vuole l’industria, hanno compreso che per vendere ancora di più bisognava modellare il cliente in funzione della moto.
E non il contrario.

Il godimento è diventato secondario

Ed ecco che, sulla pista, le motociclette con cui i piloti si sfidano si riconoscono solo per i diversi colori perché le case non si differenziano più e, giro dopo giro, la trasformazione è in atto su di noi, che dobbiamo “evolvere” da motociclisti a “consumatori”, capaci di chiamare “moto” anche uno scooter…emozione2Siamo lì ad esaltarci guardando “incredibili” inserimenti in curva mentre il pilota è appeso da un lato, “con il gomito a terra”, ma in realtà è la centralina che legge l’angolo di inclinazione, la trazione, la marcia inserita, il punto della pista in cui si trova la moto e decide quanto gas dare, correggendo inoltre l’assetto e la risposta del manubrio in tempo reale.

Tutto questo in base ad un software caricato sulla centralina, personalizzato in base al pilota e con cui la scuderia può avvantaggiare ora un rider, ora l’altro.

E’ così che ci appassioniamo ad un marchio anche se noi non faremo mai una curva a centottanta all’ora, per strada, col gomito a terra.

E’ così che una casa vincente in pista, grazie anche a componentistica e a telaisti italiani di altissimo livello, nella “vita reale” può presentarci una moto con i tubi dei freni in gomma e la forcella fatta a risparmio e mantenere comunque la sua attrattiva grazie al marchio incollato sul serbatoio.

E’ così che avvelenano il nostro Spirito e col tempo diamo sempre più retta alle valutazioni di questi giornalisti cercando di armonizzarle col nostro sentire.

Ma cosa vuoi armonizzare? Il giornalista è pagato per scrivere.
E’ il suo lavoro; che ora è diventato uno sporco lavoro che non ha più legame alcuno con la missione dell’oggetto “moto”.

Giustificare un flusso di denaro da una casa ad una testata giornalistica non è difficile.

Basta comprare gli spazi pubblicitari.

Di solito noi apriamo una rivista cercando un articolo e subendo distrattamente la pubblicità inframmezzata.

E’ calcolato e voluto.

La nostra “bassa attenzione” permette alla testata giornalistica di mimetizzare i finanziatori dei suoi articoli.

Prova invece a sfogliare una rivista guardando solo la pubblicità.

Vedrai chi ha messo mano al portafogli per l’articolo sulla “grande comparativa”. Non è detto che il finanziatore e l’articolo che lo riguarda siano sullo stesso numero, ma a volte vogliono farcela proprio sotto il naso.

E’ così che due moto di oltre duecento chili diventano una pesante e l’altra no

E’ qui che Moto Adventure Abruzzo vuole giocare il suo ruolo.emozione
In una battaglia disperata e bella in difesa dell’emozione,
in difesa della verità,
in difesa dello Spirito dell’uomo!

E del cuore che pompa sangue e non acqua minerale.

Iniziamo col dire che se i giornalisti italiani dovessero includere le emozioni nelle loro prove, le motociclette italiane vincerebbero ogni comparativa, come spesso accade all’estero.

Per questi professionisti dell’informazione le vibrazioni sono un difetto.

Ti piacerebbe avere un frigorifero in mezzo alle gambe? Ebbene per loro quella è la direzione giusta verso cui indirizzare lo sviluppo.

Se invece nel tuo sogno la moto vibra e ha un suo carattere,

continua a leggerci

Abbandona tutto ciò che pensi di sapere sulle moto e che hai letto sulle prove.
E ricomincia ad ascoltare il tuo cuore.

Ricomincia a sognare!

Luna-2

Avvicinati ad una finestra e guarda una strada.
Quella è la frontiera selvaggia della tua libertà.
Riesci a sentire il rombo della tua moto?
Della moto che hai nell’anima?
Dai gas!!!
Riesci a sentire il manubrio tra le mani e il vento che ti viene incontro?
Scala una marcia, piega la tua moto ed entra in curva…
Ora!!!

Qui ci sono tecnologia e passione, avventura, gioia e brividi!

Moto

#moto

Sono qui.

A vivere il mio presente, con il mondo intorno.

Solo questo è mio. E’ tutto ciò che mi serve.

Seduto vicino ad una motocicletta.

Oltre l’oggetto,

l’essenza.

Tutti i suoi contorni tesi verso il centro.

Il motore ancora caldo, cielo e mare.

Tutto quello che vedo da questa montagna.

Aggrappato ad una proiezione di me, volo in un respiro.

Sulla brezza dell’alba, a fianco di un raggio di sole.

Vivendo davvero.

Ritrovo ogni curva.

Esattamente come mi aspettavo.

Mi hai mandato un Angelo.

Libero da ogni oppressione,

ricco per creare,

avvolto nella Sua creazione.

Sempre alla meta, non mi sorprende la notte.

C’è molto più di tecnica e suoni.

E’ una sacra vibrazione.

Come una bella canzone.

Italiana.

Come le note musicali.

Come la notte romantica.

 

 


 

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Montagna

#montagna

 

La terra si innalza a puntare il cielo.

Solo roccia e ghiaccio abitano le vette più alte.

Nella roccia un’immutabile volontà,

nell’acqua la linfa vitale del pianeta.

Sei arrivato qui richiamato dal cielo.

Percorri la tua salita, il sentiero ti aspettava.

La roccia è sotto i tuoi passi e ti sostiene.

Il vento è il mondo che respira con te.

Sulla tua testa solo il cielo infinito,

tu guardi in lui e lui guarda in te.

In vetta sarai solo,

i clamori del mondo lontani.

Eccoti. Innalzato al cielo.

L’orizzonte sacro cerchio di cui tu sei il centro,

sulla punta del dito scolpito nella roccia,

ad indicare l’origine di tutto.

Eterna. Incontenibile.

 


 

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Mare

#mare

 

Al cospetto del mare,

materia in movimento spinta dal respiro del mondo.

La tua ricerca ti ha portato qui.

Di fronte ad un luogo che cambia la sua forma

e il suo colore,

che spumeggia e si placa,

che riflette il cielo ma riempie la terra.

Ecco la tua anima,

che riflette il Cielo e riempie il tuo corpo,

che si agita e si placa.

Incamminati.

Immergiti.

Ascolta.

Respira.

Il mare sei tu.

Tu materia in movimento spinta dal respiro del mondo,

tu cambi forma e colore nel tempo.

Offriti e riceverai.

 


 

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