Strade e monti

Aprilia Caponord 1200

 #evoluzione delle sensazioni

Quasi 100 anni fa, “il Belpaese”, la nostra Italia, era la terra incantata dove in piccole botteghe artigiane, l’eccezionale ispirazione di valenti ingegneri, incontrò la maestria di grandi artigiani.

Appesi al muro c’erano attrezzi che parlavano di antichi mestieri come il mastro ferraio, l’ebanista, il calzolaio.
In quelle piccole botteghe italiane il passato della storia dell’uomo aveva dato appuntamento al futuro.

Motore storicoL’ingegnere e l’artigiano parlavano insieme di sogni e guardavano uniti a quei rudimentali strumenti con speranza e tenacia.
L’energia della passione doveva plasmare la materia utilizzando solo quegli attrezzi, nati per fare tutt’altro, nel grande sforzo di rendere reali le visioni di personaggi poi entrati nella storia.

E’ dalla nostra bella Italia che è uscito il 90% dei brevetti motociclistici mondiali.

Soluzioni tecniche ancora oggi insuperate nonostante i reparti di ricerca e sviluppo delle case motociclistiche siano sempre più spaziali.

Qualunque sia la motocicletta che guidi, sappi che se togliessi tutto quello che è nato nella nostra eccezionale terra, resterebbero solo un paio di desolanti coperchi e qualche componente marginale.

In questa nostra bella Italia la costruzione della motocicletta divenne un’arte.

E questa è storia.

Qualche decennio fa un veneto, con lo stesso fuoco nel cuore degli illustrissimi ingegneri del passato motociclistico italiano, decise di raccogliere questo pesantissimo testimone per continuare la corsa verso l’orrizzonte.

Ivano BeggioIvano Beggio, figlio del Cavalier Alberto, costruttore di biciclette, immaginò un futuro tutto nuovo per l’azienda di famiglia.

Sono passati molti anni e l’Aprilia immaginata da quel veneto passionale ne ha fatta tanta di strada.

Oggi è la casa motociclistica con la tecnologia più avanzata del mondo.

Con tanti geniali brevetti in cassaforte.

Con tante soluzioni che blasonati marchi esteri copiano fingendo di avere le stesse risorse intellettuali. Ma non è così.

Di fronte ai grandi colossi, l’Aprilia è una realtà molto più piccola ma riesce a far paura come Davide a Golia dopo il lancio dei primi sassi…

In Aprilia hanno le idee molto chiare su come debba essere una moto da corsa e l’hanno dimostrato a suon di titoli mondiali e gare vinte in tutto il mondo.

La divisione Aprilia Racing ha piegato le ginocchia di scuderie con molti più quattrini.

I camion rossi e neri di Noale popolano ancora gli incubi di molti tecnici e responsabili delle altre case. Testimonianza materiale che passione vera e capacità non si comprano.

Divertente e doveroso ricordare una casa dal marchio molto pesante che investì svariati milioni di euro nel progetto colossale di una moto, classe superbike, che avrebbe dovuto fare man bassa di coppe e campionati per diversi anni.

Questa casa, notissima al grande pubblico, si sentiva già pluricampione del mondo e riversò molte risorse finanziarie in una roboante campagna di “informazione”.

Vennero comprati gli articoli dei soliti “giornalisti” italiani, capaci di scrivere anche di asini volanti perché pecunia non olet.
V
ennero organizzati eventi in pista per mostrare al mondo la macchina da gara totale.

Era chiaro che questa casa aveva deciso di entrare nelle competizioni dalla porta principale ed era convinta di insegnare a tutti il difficile mestiere delle corse.
Erano certi di essere i migliori ed effettivamente la loro moto era molto competitiva.

Aprilia AlitaliaEbbene l’umiliazione a cui l’Aprilia sottopose questa blasonata e nota casa (e il suo milionario progetto), con l’ormai leggendaria RSV4 tricolore, fu tale che divenne semplicemente vergognoso per i “biondini” continuare a prenderle senza remissione di peccati.

Così, dopo alcuni campionati caratterizzati da sconfitte nette e pesanti, un bel dì, i “biondini” diedero il triste annuncio: “Abbiamo deciso di ritirarci dal campionato per concentrarci sulla produzione di serie”.
Eh si… La produzione di serie è importante…
Non avranno vinto ma ci hanno regalato davvero tanto buonumore e per questo possiamo solo ringraziarli.

Troppi italiani, però, ancora oggi, pensano che quella casa sia la “migliore del mondo”.
Nemo propheta in patria.

Neanche di fronte all’evidenza.

A distanza di circa 100 anni quindi siamo noi che tradiamo il sogno dei nostri antenati; siamo noi italiani a negare il presente e a rinunciare al futuro quando scriviamo fandonie sulle nostre moto e sui nostri marchi perché dobbiamo vendere un articolo.

ITALIATroppo spesso siamo noi italiani che non abbiamo più fiducia in noi stessi quando decidiamo di comprare moto fabbricate all’estero.
Anche se le moto italiane hanno un qualcosa di speciale che nessun altro riesce ad avere.
Un sapore tutto diverso. Una magia.

L’Aprilia è parte grande di quella magia e non si può e non si deve più ignorarla.

E la Caponord 1200 è la magia che Aprilia mette ovunque tu voglia andare.

Immagina una pista. L’asfalto, perfettamente piatto, trattiene l’energia del sole e sviluppa la temperatura ideale per le tue gomme. Il serbatoio è pieno, la tuta di pelle ti avvolge e il fidato tecnico ti ha regolato le sospensioni come le volevi tu.
Il giro più veloce della tua vita ti aspetta!

Cosa manca per trasferire tutta questa capacità tecnologica fuori dai cordoli e lontano dagli spalti del circuito?

Lo spirito di avventura!

Questa è stata la risposta che si sono dati in Aprilia quando hanno pensato alla Caponord 1200.Caponord incipit

Lontano dal mondo ideale delle piste ci sono buche, asfalti spaccati dalle gelate di montagna, strade erose dal vento del mare ma che diventano parte integrante della meta che sogni di raggiungere.

Gli ingegneri di Noale, come i loro mitici colleghi del passato, si sono così riuniti e hanno iniziato a creare, a fare la storia. Ancora una volta.

Ad una moto che fosse perfetta sulle strade dell’avventura servivano sospensioni perfette.

La Caponord 1200 doveva leggere in ogni istante quello che aveva sotto le ruote e modificare il suo assetto continuamente per sfruttare al massimo le raffinate doti del telaio e…

BAM!ADD

Nasce a Noale l’Aprilia Dynamic Damping. Il primo, vero sistema motociclistico di sospensione intelligente. Grazie a questa invenzione la Caponord 1200 si muove come un felino su qualsiasi fondo.

ADD2Una pantera dosa la forza su ogni zampa per avere sempre il massimo sostegno al balzo che vuole compiere.
L’Aprilia Caponord 1200 fa la stessa cosa, dosando sulla ruota anteriore e su quella posteriore, in maniera indipendente, la forza necessaria per dare il massimo appoggio al suo graffiante motore.

Il bicilindrico di Noale, un altro grande motore derivato delle geniali intuizioni dell’Ing. Lambertini, uomo simbolo della Moto Morini, che ha letteralmente rivoluzionato la concezione del motore bicilindrico a V, dando i natali al primo, avveniristico 1200 che tutto il mondo che conta ha preso a riferimento, è stato qui perfezionato dai veneti e messo a punto per essere docile e muscolare.

Ed è lì, incastonato nel telaio, per dare corpo e sostanza ad un grande piacere motociclistico.Motore

Cosa serve per coinvolgere una supersportiva in un’avventura?

Valigie laterali che si aggancino al telaio e rimangano aderentissime alla moto.

Perché qui l’aerodinamica conta.

Se vuoi andare oltre i 200 all’ora senza avere nessun disturbo, con lei devi poterlo fare!
E puoi farlo.

MusoLa sua forma appuntita è il giusto equilibrio tra capacità di penetrazione e riparo.

Nella carena i veneti hanno modellato dei passaggi per l’aria che può scorrere raffreddando il radiatore e avvitarsi in mulinelli quando già la Caponord è lontana e mostra beffarda i rossi led posteriori.

Così l’aria danza e si volta celebrando questo gioiello che sfreccia accompagnato dal suo caratteristico rombo tutto italiano.Feritoie

Ovviamente una motocicletta così prestazionale, che esce dalla fabbrica di Noale, non può che avere un’elettronica da riferimento.

StrumentazioneL’insieme dei sensori, i principi fisici scelti per le misurazioni dell’assetto e gli attuatori elettromeccanici, lavorano insieme come un’orchestra. Tutti coordinati dalla centralina, il nostro direttore impettito, che ha l’obiettivo di eseguire la sinfonia perfetta unicamente per il nostro piacere.

Le regolazioni possibili sono tante.
Per godersi questo gioiello italiano in Aprilia hanno realizzato anche un sistema per interfacciare la moto allo smartphone e vedersi l’angolo di piega che abbiamo raggiunto sulla strada di casa.
Ci vorrebbe un articolo solo per parlare dell’elettronica della Caponord 1200.
La moto che costrinse la concorrenza a riprogettare le proprie sospensioni elettroniche prima del tempo previsto, anche se appena uscite.
Questo tanto per dire che, quando si parla di elettronica, gli ingegneri Aprilia si siedono in cattedra.
E non solo per l’elettronica.
“Le chiacchiere se le porta il vento”.
E qui il vento lo sposta la RSV4 quando sfreccia sui circuiti di tutto il mondo.
Anche quando le chiacchiere sono in tedesco. E mi sono spiegato.

Adesso dovrei descriverti le doti dinamiche di questa creazione di Aprilia.

E cosa vuoi sapere? Se la moto può staccare e inserirsi rapida in piega?

Si, può. Come una spada…

I freni Brembo li usano per le gare in tutti gli sport motoristici e in Aprilia i telai sono vere opere d’arte, che all’estero copiano facendo finta, grazie ai giornalisti mercenari, di essere più bravi di noi.

EvoluzioneVuoi sapere se il motore riesce a spararti fuori dalle curve facendoti sentire una stretta allo stomaco?
Si, ci riesce e anche molto bene.
I grandi pistoni si agitano attorno all’albero motore come le braccia di un campione dei pesi massimi sul palloncino attaccato al muro.
Di castagne ce n’è per tutti. E il contagiri digitale sale, sale…

Piuttosto chiediti cosa ti aspetti da una moto così, chiediti quanto sei bravo a “sentire” la moto.

Chiediti quanto lontano vuoi andare e chi merita di venire con te.

Self ControlQui c’è la massima tecnologia per correre su strada, il comfort che ti fa godere di un lungo viaggio, le cuciture rosse sulla sella nera perché lo stile è tutto, lo scarico regolabile nell’inclinazione per tirarlo su quando smonti le valigie e così portarti dietro anche l’eleganza.

La strumentazione è tutta digitale. Chiara, leggibile, figa.

L’Aprilia è uscita dalla pista per mettersi alla prova sul circuito della nostra vita.
Dove la gara da vincere è quella dell’emozione. Molto più importante e difficile del decimo di secondo sul giro.
Ce la farà?Eccentrik

Il famoso rapper Eminem ha detto: “La mia vita è piena di promesse vuote e sogni infranti”.
Ecco, se non vuoi che anche la tua vita sia una delusione come quella di Eminem, inizia a dare credito a chi le promesse le riempie di sostanza e i sogni li fa volare spinti dalla passione.
Fatti promettere dall’Aprilia Caponord l’avventura che vuoi, tutta la velocità che pensi di desiderare, il comfort sparato a più di duecento all’ora anche con le valigie cariche, la curva tirata.

Tu m'as promisMa attento… Le promesse qui si mantengono.
Come recitava una famosa canzone:
“Tu m’as promis. Tu es foutu“.
Dedichiamogliela.