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Salvi per miracolo

E’ vero che io non ho bisogno di ricevere testimonianza da un uomo ma ve l’ho ricordata perché possiate salvarvi” [Giovanni: 5, 34]

Il valore di una testimonianza è importante per gli uomini non certo per Dio.
Il valore di un uomo è importante per una testimonianza perché nessuno darebbe credito ad un bugiardo.
Con quelle parole Gesù replicò ai giudei che pensavano non fosse Dio.

Allora come oggi.

E a quelle empie voci di accusa se ne sono aggiunte altre, nel corso del tempo, da parte di chi ha giurato di essere fedele e invece, come Giuda l’apostolo, ha tradito!

volto-gesuNessuno di loro ha visto il Volto di Dio ma tutti hanno visto, conoscono, il Volto di Gesù Cristo.
Un volto che ha attraversato venti secoli mentre milioni di altri volti sono inesorabilmente svaniti nell’oblio…

Perché tutta la storia parlasse di Lui.

Quel volto, sfigurato dalle botte degli auxiliares samaritani e segnato dall’ingiustizia dei giudei, dopo la morte, subì il rigor mortis (perché Lui era vero uomo) fino all’istante in cui Egli riaprì gli occhi per risorgere dai morti (perché Lui era anche vero Dio)!

In quell’istante la sua potenza impresse il telo che lo avvolgeva come una pellicola fotografica.
Perché la materia impura e corrotta di questo mondo, soggetta alla dura legge termodinamica dell’entropia, rendesse comunque testimonianza al mistero di Dio, al mistero della Vita, al mistero dell’Amore, al mistero della Verità, che tutto vincono.

volto-manoppelloGesù impresse un panno che una certa Veronica, poi santa, aveva appoggiato sul suo Volto.
Da secoli questo panno è custodito in Abruzzo, a Manoppello.

Il Volto che porta i segni dell’ingiustizia e della violenza di un mondo che ha rifiutato il suo Creatore, il volto di un uomo che ha gli occhi aperti!

Perché nulla può nascondersi allo sguardo di Dio.
Egli ha chiamato questa terra antica e bellissima a dargli testimonianza così come chiamò per lo stesso compito gli uomini che lo seguirono.

Voi avete mandato ad interrogare Giovanni ed egli ha reso testimonianza alla verità.” [Giovanni: 5, 33]

Oggi il Figlio dell’Uomo chiama l’Abruzzo a dare testimonianza alla verità.
Una terra che il Creatore ha plasmato bella e forte, aspra e accogliente, carica di spiritualità e di grandi manifestazioni che bisbigliano all’animo di chi è in cerca di risposte.
Non a caso un papa con animo vicino a quello di Giovanni il battista si ritirò nell’abraccio di questa bellissima terra…eremo-celestino-v

La Verità è venuta in mezzo a noi per placare la nostra sete di conoscenza ed assecondare la nostra propensione al bello, alla vita.
Ma per giungere alle risposte, ci vuole un animo sincero.
Questo ha deciso Colui che ha chiamato all’esistenza tutto quello che noi definiamo “realtà”.

Animo sincero vuol dire chiedere per ascoltare, essere pronti ad accettare ogni risposta, quindi fare il contrario di quello che facevano i rabbini i quali, allora come oggi, non avevano sete di verità ma soltanto di potere e dunque erano menzonieri e manipolatori.

Anche il Padre, che mi ha mandato, mi ha dato personalmente testimonianza. Ma voi non avete ascoltato la sua voce né visto il suo volto, e la sua stessa parola non rimane dentro di voi perché non credete a colui che egli ha mandato.” [Giovanni: 5, 37-38]creazione

Tutto parla di quel Volto che scruta gli abissi dell’animo umano.
Anche Dio parla di Suo Figlio; dall’origine dei tempi…
Vedere il Volto di Cristo è vedere il Volto di Dio, perché il Figlio è come il Padre, ma chi non ha animo sincero, è impermeabile alle parole di Dio e cieco davanti al Suo Volto.

Ecco perché nulla rimarrà dell’Abruzzo a chi non ha la forza di mettersi in ascolto, di sentirsi creatura e allo stesso tempo figlio e fratello amato del Creatore.

ultimoLa Verità ha concesso un tempo alla menzogna perché gli uomini si dividessero in due stirpi e questo tempo sta finendo.
Gli uomini sono già divisi.
Una stirpe è fertile alla Verità, l’altra è fertile alla menzogna.
E tutti noi possiamo distinguere le due stirpi da quello che si lasciano dietro al loro passaggio.

Fate dunque frutti degni del ravvedimento e non continuate a dire fra voi: ‘Noi abbiamo Abramo per padre!’. Io vi dico infatti: Dio può perfino da queste pietre suscitare dei figli ad Abramo. Anzi la scure pende già sulla radice dell’albero: ogni pianta che non dà frutto buono sarà tagliata e gettata nel fuoco!” [Luca: 3, 8-9]

Qualcuno dei nuovi fratelli di Giuda, l’apostolo traditore, come lui, vorrebbe l’inferno un luogo deserto perché Dio avrebbe in mente di salvare tutti; ma così non è.
E a differenza di quello che ci raccontano questi nuovi traditori, è il Cristo stesso a testimoniarci la condanna di Giuda e dei traditori come lui.

Quando ero con loro io conservavo nel tuo Nome coloro che tu mi hai dato.
Li ho custoditi e nessuno di loro si è perduto tranne il figlio di perdizione adempiendo la Scrittura.
” [Giovanni: 17, 12]

Anche gli ebrei, il popolo eletto, che non si convertiranno alla Verità, non conserveranno questa loro posizione, promessa e concessa da Dio, ma la perderanno perché Dio sta chiamando nello spirito e non solo nel sangue. E i discendenti di Abramo potranno vantare diritti di sangue come potrebbe farlo una pietra trovata per strada

Egli porta nelle sue mani il vaglio per mondare la sua aia e raccogliere il frumento nel suo granaio; la pula poi la brucerà con un fuoco inestinguibile” [Luca: 3, 17]

La nuova ed eterna Alleanza non è per tutti! Ma solo per chi abbraccerà la Verità.
Per tutti gli altri Cristo non si sacrificherà.

inferno-visioneIo prego per loro, non prego per il mondo ma per coloro che tu mi hai dato perché sono tuoi.” [Giovanni: 17, 9]

E per loro io sacrifico me stesso affinché anch’essi siano consacrati nella verità.
Non prego per loro soltanto ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola.
” [Giovanni: 17, 19-20]

E al posto di verdi boschi ricchi di vita, di montagne alte e possenti, questi ripudiati vedranno per sempre tenebre e fiamme e avranno per sempre con sé il dolore della morte eterna.

Presi il bastone chiamato Benevolenza e lo spezzai: ruppi così l’alleanza da me stabilita con tutti i popoli. Lo ruppi in quel medesimo giorno; i mercanti di pecore che mi osservavano, riconobbero che quello era l’ordine del Signore. Poi dissi loro: «Se vi pare giusto, datemi la mia paga; se no, lasciate stare». Essi allora pesarono trenta sicli d’argento come mia paga. Ma il Signore mi disse: «Getta nel tesoro questa bella somma, con cui sono stato da loro valutato!». Io presi i trenta sicli d’argento e li gettai nel tesoro della casa del Signore. Poi feci a pezzi il secondo bastone chiamato Unione per rompere così la fratellanza tra Giuda e Israele. Quindi il Signore mi disse: «Prenditi gli attrezzi di un pastore insensato, poiché ecco, io susciterò nel paese un pastore, che non avrà cura di quelle che si perdono, non cercherà le disperse, non curerà le malate, non nutrirà le affamate; mangerà invece le carni delle più grasse e strapperà loro perfino le unghie.” [Zaccaria: 11, 10-16]

Il pastore non è uno squallido mercante di pecore ma colui che se ne prende cura, colui che le protegge e che le conduce dove esse possono trovare ristoro e mantenersi lontane dal pericolo.

I mercanti di pecore invece non hanno a cuore le vite affidategli ma soltanto quello che possono ottenerne in cambio.
I mercanti di pecore non si preoccupano di chi sia il compratore ma soltanto che concretizzi la sua offerta.
I mercanti di pecore non sono fedeli al Padrone delle pecore, piuttosto sono pronti a barattare squallidamente la loro fedeltà.

La fratellanza tra la stirpe di Giuda e la stirpe di Israele non c’è più.

La stirpe di Giuda ha scelto di mercanteggiare, di scambiare la sua fedeltà all’unico vero Dio, con ricchezze e potere.

Il tentatore si accostò e gli suggerì: «Se sei Figlio di Dio, di’ a queste pietre che diventino pane»
Gesù rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio».
” [Matteo: 4, 3-4]

soldi-in-ciboE il tentatore suggerì la stessa soluzione al popolo eletto per strapparlo al Signore.
Ed essi trasformarono la materia inanimata, la carta, in denaro e quindi in tutto ciò che gli occorre.
Ed essi sono diventati i padroni di tutto quello che c’è nel mondo, compreso il nostro tempo.
Perché ognuno di noi, nel tempo che Dio ha stabilito tra la nostra nascita e la nostra morte, anziché inseguire i reali bisogni del nostro spirito, insegue il denaro.
Né può essere altrimenti perché tutto nel nostro mondo ormai si compra col denaro.

E’ una trappola diabolica, di cui la stirpe di Giuda si è resa complice ed esecutrice.
Oggi ormai, molti di noi sanno che il denaro non è realmente nostro, o della nostra Nazione, ma è in prestito. Un prestito che genera interessi che vanno pagati con altro denaro.
Un circolo vizioso da cui è impossibile uscire.
E chi sono i creditori, i reali padroni di tutto questo?
Quelli che hanno trasformato la carta in pane scegliendo di abbandonare Dio per servire il tentatore.

e gli disse: «Se sei il Figlio di Dio, buttati giù. Sta scritto infatti: Dio ha ordinato agli Angeli di curarsi di te ed essi ti reggeranno con le mani affinché il tuo piede non batta contro una pietra».
Gesù gli replicò: «Sta scritto pure: Non tenterai il Signore Dio tuo».
” [Matteo: 4, 6-7]

ebrei-paganesimoE il tentatore disse loro: se siete il popolo eletto sfidate Dio…
Ed essi rifiutarono suo Figlio, si lanciarono dalla vetta alla quale sono stati innalzati, e continuano a rifiutarlo da duemila anni, sfidando il Padre.

Di nuovo il diavolo lo portò con sé su di un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro magnificenza: «Ti darò tutto questo» – disse- «se, prostrato, mi adorerai».
Allora Gesù gli intimò: «Vattene, Satana, perché sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e a lui solo ti prostrerai».
” [Giovanni: 5, 34]

Se mi adorerete, governerete tutti i regni della terra.
Ed essi lo adorarono.

Grazie alla trasformazione della carta in denaro e grazie al rifiuto di Cristo, vero ostacolo morale e vera alternativa spirituale e culturale, essi oggi sono giunti a governare tutti i regni della terra, ne possiedono le ricchezze, hanno resi schiavi tutti gli altri uomini, senza scrupolo alcuno e senza trovare opposizione, in una società quasi totalmente demolita spiritualmente e moralmente, svuotata nei principi e destrutturata nella cultura e nelle tradizioni.

E per rimanere incontrastati al vertice adorano Satana e gli offrono l’umanità intera, producendo un pensiero nuovo, un pensiero unico, al fine di farla perdere, un pensiero che è riuscito a strisciare fin dentro la Santa Chiesa di Roma

Ecco che oggi è diventato ridicolo credere che Dio abbia creato questa realtà ma non è ridicolo credere che il caso abbia generato la materia (o l’energia secondo la ben nota legge E = mc²) dal nulla cosmico, che questa materia sia esplosa e che questa esplosione abbia generato ordine, anziché disordine come in ogni esplosione che conosciamo.
Ecco che oggi è ridicolo credere che Dio abbia creato la vita ma non è ridicolo credere che i sassi, quello che vediamo intorno a noi nell’universo, abbiano rimescolato i loro atomi, in maniera del tutto casuale, fino a generarla.

Poiché così dice il Signore, che ha creato i cieli, egli, il Dio che ha plasmato e fatto la terra e l’ha resa stabile, non l’ha creata vuota, ma l’ha plasmata perché fosse abitata” [Isaia: 45, 18]terra-plasmata

Ecco che oggi è ridicolo credere in Adamo ed Eva ma non in un pesce che tira fuori i piedi ed esce dall’acqua e che attraverso una serie di mutazioni genetiche, anziché morire milioni di volte di tumore, tale sarebbe stato il suo destino in base alle leggi della statistica, evolve benedetto dal caso trasformandosi prima in scimmia e poi in uomo.

Questo pensiero unico, elaborato ed imposto da una élite al potere, ha fatto di Dio un prigioniero della superstizione e della fantasia, come venti secoli fa Suo Figlio venne fatto prigioniero dal Sinedrio, secondo il complotto ordito dai rabbini.

Al posto del Creatore, oggi abbiamo miti confezionati ad arte, basati sull’esatto opposto del Padre giusto:
il caso freddo e cieco a cui nulla importa, mentre ormai da circa un secolo, gli scienziati vedono che la materia conosce sempre se stessa in ogni angolo del cosmo e che la Conoscenza viaggia più veloce della luce.
E chiamano tutto questo: correlazione quantisticaconoscenza

Il caso, privo di volontà e di coscienza, elevato ad assumere il ruolo di creatore della vita e delle coscienze dal nulla cosmico e di ordinatore di ogni singolo ed incommensurabilmente piccolo aspetto dell’esistente.

La sete di potere dei figli di Giuda, di fama e di successo degli intellettuali asserviti a questo Sistema, fino ad arrivare al desiderio di guadagno dei suoi ultimi ingranaggi, ha condotto alla sottomissione, alla prostrazione al Male, rappresentata operativamente dalla scelta di finanziare un film anziché un altro, un libro anziché un altro, uno studio anziché un altro, un modello economico anziché un altro, un artista anziché un altro, uno stile musicale anziché un altro, un’idea anziché un’altra, una festa perversa come Halloween, il capodanno satanico, anziché quella benedetta di Ognissanti…

Questo è decidere la direzione culturale del mondo, da parte di chi impone, e vivere secondo determinati, nuovi principi, compiendo scelte secondo una nuova scala di priorità, da parte di chi subisce quella direzione.

In altre parole questo è inginocchiarsi ad un nuovo signore a cui consegniamo la nostra vita.

chiamataE’ così che la nostra terra, che ha permesso ai nostri Padri di vivere, prosperare, trovare soluzioni, creare arte e generare una discendenza, cioè vita, si è “impoverita” inesorabilmente, nonostante sia sempre la stessa terra, capace di produrre cibo da un semplice seme, per grazia di Dio.

E qui, adesso, Dio ci chiede di riprendere coscienza di noi stessi, di recuperare il nostro valore, di nutrirci davvero della Sua Parola, di istruirci attingendo alla Verità, di ripartire da ciò che è giusto!

Perché io sono il Signore che amo il diritto e odio la rapina e l’ingiustizia:
io darò loro fedelmente il salario, concluderò con loro un’alleanza eterna.
” [Isaia: 61, 8]

L’alleanza non è con i figli di Giuda, traditori, che sperano nell’eredità che spetta ai figli di Abramo, la quale potrebbe essere reclamata anche dalle pietre!
L’alleanza è con i figli di Israele!
Quelli che hanno conservato la fedeltà a Dio, la fedeltà a Gesù Cristo. Una discendenza spirituale!

Una famiglia che contiene le varie razze della terra, apprezzandone le peculiarità, valorizzandone le differenze, spingendole al loro perfezionamento in Cristo e non cercando massonicamente di appiattirle fino a farle scomparire in nome di una distorta uguaglianza.

Una famiglia che si mette sotto le insegne della Patria Spirituale annunciata e voluta dal Figlio dell’Uomo e Figlio di Dio: la vera Gerusalemme!

Gli ebrei al potere e i loro servi sono convinti del loro status.
Chi di noi, d’altronde, potrebbe rimuoverli dalle loro posizioni, ben più elevate dei capi di governo, non elettive, a volte anche segrete? Nessuno.

Ma è un’illusione. Dio non lascerà i Suoi figli ancora per tanto tempo nelle loro mani!

Alza la voce, non temere; annuncia alle città di Giuda: «Ecco il vostro Dio! Ecco, il Signore Dio viene con potenza, il suo braccio esercita il dominio. Ecco, egli ha con sé il premio e la sua ricompensa lo precede. Come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul petto e conduce dolcemente le pecore madri” [Isaia: 40, 9-11]

ciclo espansione compressioneGli scricchiolii del mondo economico di questi anni, con cui siamo stati costretti a fare i conti, sono voluti, progettati, preparati, perché l’economia è un fenomeno totalmente governato dagli uomini ma, sebbene la “crisi” che viviamo è servita ad accentrare ancora di più il potere nelle mani dei banchieri e degli stampatori di soldi, il suo effetto collaterale inevitabile è la progressiva presa di coscienza che l’uomo non può essere sottomesso al denaro.

Voi siete il sale della terra.” [Matteo: 5, 13]

L’uomo esiste senza denaro ma il denaro senza uomo avrebbe senso?

Non esigete più di quello che vi è stato fissato” [Luca: 3, 13]

E invece è stata fatta usura ai danni di intere generazioni, Signore.
China il tuo sguardo sul tuo popolo, Signore che hai aperto il Mar Rosso, per umiliare i tuoi nemici!

Pochi “creditori”, e sempre gli stessi, possiedono i “debiti” di miliardi di persone.
Per avidità, per brama di potere, questi “creditori” sono venuti a patti col Male, che gli ha dato le istruzioni per mettere in piedi questo Sistema, l’illusione nella quale viviamo e di cui siamo prigionieri

Dai loro frutti li riconoscerete. Forse che si raccoglie uva dalle spine o fichi dai rovi?” [Matteo: 7, 16]

E i frutti di questi patti li vediamo intorno a noi.

Il tempo scorre e…

Il Signore avanza come un prode, come un guerriero eccita il suo ardore; urla e lancia il grido di guerra, si mostra valoroso contro i suoi nemici. «Per molto tempo ho taciuto, ho fatto silenzio, mi sono contenuto; ora griderò come una partoriente, gemerò e mi affannerò insieme.
Renderò aridi monti e colli, farò seccare tutta la loro erba; trasformerò i fiumi in terraferma e prosciugherò le paludi.
” [Isaia: 42, 13-15]cavalieri-apocalisse-malesia-2009

Perché questo nostro mondo non è stato creato per l’usura o perché pochi possedessero il destino di molti o perché sul mondo regnassero l’ingiustizia e la falsità.

Qualcuno è convinto di poter carpire dalle parole del Signore “il segreto” per cavarsela alla fine del tempo, per cavillare come un avvocato furbo in tribunale, come i rabbini davanti al Cristo.

Ma questa è autentica follia.

Ogni uomo è come l’erba e tutta la sua grazia è come un fiore nel campo. Secca l’erba, il fiore appassisce quando soffia su di essi il vento del Signore.
Veramente il popolo è come l’erba.
Secca l’erba, appassisce il fiore, ma la parola del nostro Dio dura per sempre.
” [Isaia: 40, 6-8]

E la parola del nostro Dio è chiara.
Chi si illude di superare il giudizio facendo a meno di Cristo ignora che:

il Padre infatti non giudica nessuno ma ha rimesso ogni giudizio al Figlio” [Giovanni: 5, 22]

Chi si illude pensando che Cristo Gesù indugerà ancora nella misericordia ignora che:

sulla nube uno stava seduto, simile a un Figlio d’uomo; aveva sul capo una corona d’oro e in mano una falce affilata” [Apocalisse: 14, 14]

 Il giusto godrà nel vedere la vendetta, laverà i piedi nel sangue degli empi. Gli uomini diranno: «C’é un premio per il giusto, c’é Dio che fa giustizia sulla terra!»” [Salmo 58, 11-12]

Chi è più giusto di Cristo?

Chi si illude che il Messia deve ancora venire e che Gesù fosse un impostore, presto scoprirà che:

Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato” [Giovanni: 5, 23]

Chi si illude che il Messia invece preannunciava la venuta di Maometto presto saprà che:

se credeste a Mosè credereste anche a me, di me infatti egli ha scritto” [Giovanni: 5, 46]

Per tutti gli altri, che hanno in animo di affidarsi davvero alla Sua Parola e che credono davvero che la sua venuta sia ormai prossima, non resta che rimanere fedeli e confidare nel Suo Divino Amore.

Quello che per gli empi sarà l’atroce fine, per i fratelli in Cristo sarà il desiderato inizio…

madre-eucarestiaFarò camminare i ciechi per vie che non conoscono, li guiderò per sentieri sconosciuti; trasformerò davanti a loro le tenebre in luce, i luoghi aspri in pianura. Tali cose io ho fatto e non cesserò di fare” [Isaia: 42, 16]

L’insegnamento di Cristo e la finzione democratica

PARTE PRIMA

#la rivoluzione della verità

RivFoto1La Terra è l’unico pianeta che ospita la vita.
C’è dunque una relazione speciale che lega la materia inanimata con la materia vivente che ha luogo soltanto qui.

La ricchezza delle forme di vita è ricchezza di quest’unica realtà cosmica, è ricchezza del territorio. E’ ciò che rende speciale e distingue un bosco montano da un ecosistema fluviale, da un paesaggio costiero.

Tutto questo non è frutto del caso ma di precise istruzioni, impresse in ciò che siamo, le quali stabiliscono il sottile confine tra la vita e la morte, tra l’esistenza e l’oblio.

La vita e la ricchezza del territorio sono la nostra vita e la nostra vera ricchezza.

RivFoto3Le tradizioni sono il risultato della combinazione tra ciò che un territorio offre, le capacità creative della progenie che lo abita e la sua memoria.

Laddove si indebolisce uno solo di questi tre fattori, si indeboliscono le tradizioni e conseguentemente anche il territorio si indebolisce, si impoverisce fino a diventare sterile.

Allentare il legame con il proprio territorio è equivalente ad allentare il legame con le proprie tradizioni e viceversa.
Il risultato fa male al sangue, alla propria memoria, è venefico e alla lunga ne scaturisce la morte, l’oblio.

RivFoto4bisLa preservazione del territorio e delle sue peculiari tradizioni, o in altre parole delle sue ricchezze naturali ed umane, è compito della politica, ovvero dell’organizzazione che gli uomini si danno per armonizzarsi tra loro e con il luogo a cui sono legati.

E’ dunque vitale il legame forte, rigido tra una comunità e chi la amministra.
Un errore in questo senso e la sopravvivenza della comunità e del territorio saranno in serio pericolo.
E’ il risultato di questo errore che noi osserviamo oggi…

Il nostro compito di soggetti consapevoli, creativi e dominanti è di preservare la vita: quella ricchezza evidente che Dio ha messo nel nostro mondo e che noi esprimiamo nelle nostre tradizioni.
Un compito tanto semplice da disattendere che il Creatore stesso, tra i suoi profondi e preziosi insegnamenti, ci ha istruiti ad assolvere.

RivFoto5Quel giorno Gesù Cristo si trovava tra la gente, al cospetto dei potenti…
I rabbini infatti erano, allora come oggi, persone molto influenti nella comunità ebraica.

Erano autorità sul territorio al pari dei nostri politici e magistrati.

La nostra società infatti, con l’avvento dell’illuminismo, ha squalificato le sue guide spirituali cristiane riducendole sempre più ad un ruolo marginale, per rimpiazzarle con i capi politici e con i giudici, ai quali è stato rimesso il bastone potente dell’autorità morale.

Sono loro oggi che indicano sia la meta da raggiungere che la strada da percorrere.RivFoto6Precedentemente, nella civiltà europea, era il capo spirituale ad indicare quella meta (tappa provvisoria del cammino cristiano) e il capo politico a trovare la strada per raggiungerla.
Questi, ad esempio, erano i ruoli rispettivamente spettanti al vescovo e al signore feudale nel Medioevo.

Tale incomprensibile ed ingiusta concentrazione di potere nelle mani di un’unica figura (il politico o il magistrato) noi la chiamiamo laicità ed è un paradosso alieno alla cultura romana ed europea ma familiare a quella ebraica.

Dall’esperienza giuridica romana nacquero, infatti, principi insuperati di elettività, temporaneità, collegialità, responsabilità, partecipazione, controllo, trasparenza, bilanciamento di poteri…
Nella cultura ebraica, invece, il rabbino era autorità morale, amministratore politico e giudice.

Si comprenda dunque l’atmosfera che c’era quel giorno intorno a Gesù Cristo, riconosciuto dal popolo e anche da alcuni uomini di potere ebrei e avversato dalla maggioranza dei rabbini.

Erano tutti lì, pronti ad ascoltare le parole dell’umile figlio di un falegname la cui straordinaria sapienza faceva scalpore ed era richiamo irresistibile per folle e uomini di ogni tipo ed estrazione sociale.

E con autorità Gesù disse:
Sulla cattedra di Mosè
(ndA: guida spirituale, colui che dava l’indirizzo morale)
si sono seduti gli scribi e i farisei
(ndA: “scribi” erano gli intellettuali; “farisei” erano i politici. Oggi diremmo i tecnici e gli uomini di Governo),
quindi tutto quello che vi insegnano fatelo e osservatelo
(ndA: perché essi conoscevano bene i testi sacri e indicavano la strada da percorrere);
ma non imitate le loro azioni perché essi insegnano, ma non fanno.
Legano fardelli pesanti e insopportabili per caricarli sulle spalle degli altri
(ndA: i famosi sacrifici che gli uomini di potere chiedono anche a noi oggi),
ma si rifiutano di muoverli neppure con un dito
(ndA: comportamenti forse non sovrapponibili a quelli dei nostri capi laici attuali?).
Fanno tutte le loro azioni per essere ammirati dagli uomini,
allungano le frange,
(ndA: oggi vestono abiti che ispirano fiducia e rispetto)
ingrandiscono i fiocchi
(ndA: oggi si circondano di lussi e si spostano in auto blu);
ambiscono di sedere al primo posto nei banchetti e nelle sinagoghe, di essere salutati sulle piazze ed essere chiamati dalla gente «Maestri»!

E qui inizia il Suo insegnamento morale…

Voi invece non vi fate chiamare «Maestri».
Uno solo infatti è il vostro Maestro e voi tutti siete fratelli
(ndA: l’unica vera fratellanza è quella in Cristo, non esiste una fratellanza laica con un “Maestro” al di sopra dei fratelli…).
E non chiamate «Padre» nessuno sopra la terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del Cielo
(ndA: non esiste dunque un’autorità, una figura sulla terra che conosca ciò che è buono per i suoi figli quanto il Padre celeste e chi pretende di essere riconosciuto “illuminato” in realtà è un impostore).
Neppure lasciatevi chiamare «Guida», perché vostra guida è uno solo, il Cristo.

Infine l’insegnamento di Dio Gesù Cristo culmina con le istruzioni per il migliore governo possibile per la società umana…

Il più grande tra voi sia colui che vi serve.
Chi poi si innalzerà sarà abbassato, mentre chi si umilierà sarà innalzato”.

Il più grande tra voi…
Chi è il più grande tra gli uomini? Il più importante?
Il Presidente, il Dittatore, il Re, il Sindaco, il Giudice, qualunque sia il suo nome, è il condottiero, il Dux avrebbero detto i romani, che porta il suo popolo verso la meta.

…sia colui che vi serve.
Cosa deve fare questo condottiero, questo Dux, questo Presidente, questo Sindaco, questo Giudice, questo uomo di potere? Servire!
Oggi questo non accade e ne vediamo gli effetti sul nostro territorio, sempre meno ricco, e sulle nostre vite, sempre più disumanizzate, spogliate del loro profondo valore sacro!RivFoto7Come è possibile che accada questo, nonostante noi tutti abbiamo la facoltà di votare, di esprimere il nostro pensiero, almeno in apparenza?
Come è possibile che la politica, cioè la gestione della nostra comunità, sia così evidentemente sganciata dalla volontà del popolo?

Perché i “benefattori” dell’umanità, i Padri delle nostre Costituzioni, hanno inserito un meccanismo che annulla di fatto la nostra volontà!

Il più grande tra noi, oggi, non è colui che ci serve, come il Cristo ci ha insegnato che debba essere, ma, al contrario, colui che ci comanda.

E se il Padre vuole il nostro bene, vuole la Vita per i suoi figli, chi rovescia i suoi insegnamenti cosa vuole?
Guardati attorno.
Guarda il cemento della tua città. Guarda l’inquinamento. Guarda i problemi di chi vorrebbe avere una famiglia e non può. Guarda chi rimane schiacciato dai meccanismi della nostra economia.
Questi non sono effetti indesiderati di qualcuno che non sa come dirigere la nostra società, sono i risultati attesi da chi ha preso nelle sue mani il controllo delle nostre comunità.

I Padri Costituenti hanno inserito una regola di funzionamento delle nostre democrazie che consegna il potere a qualcun altro rispetto a coloro che noi votiamo e che dovrebbero rappresentare le nostre volontà, le volontà del popolo.

Dunque noi possiamo eleggere chi vogliamo, l’oligarchia al potere non perderà mai.

Ma come funziona questo imbroglio? Come tecnicamente avviene lo sgancio tra la nostra volontà e gli uomini chiamati a rappresentarla?

E’ stata la recente scoperta di un ricercatore costituzionalista, che si è interamente e lungamente dedicato allo studio di questo aspetto.

RivFoto9Tutto nasce dalla Rivoluzione Francese, quella in cui, secondo il mito che vi è stato costruito sopra, il popolo si sarebbe rivoltato contro il re cattolico, al fine di ottenere giustizia sociale e l’abolizione dei privilegi della nobiltà al grido: «Libertà, uguaglianza, fratellanza».
Da questa rivoluzione è nata una nuova idea di Stato che poi si è diffusa in tutta Europa.

RivFoto8Le costituzioni dei singoli Paesi europei, financo il trattato della stessa Unione Europea, ricalcano il modello della Costituzione Francese del 1791 e abbracciano tutte un principio sottile, ma che una volta esaminato, svela la sua sinistra natura.

Nella costituzione scritta dai rivoluzionari francesi tale principio era espresso così:
«I rappresentanti nominati nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della Nazione intera, e non si potrà dar loro alcun mandato.»
[Costituzione Francese, 3 settembre 1791: Titolo III – Capitolo 1 – Sezione 3 – Art. 7]

Che nella nostra attuale Costituzione è scritto così:
«Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.»
[Costituzione Italiana, 27 dicembre 1947: Parte II – Titolo I – Art. 67]

Ma cosa significa esattamente “senza vincolo di mandato”?
E’ molto semplice.
La “rappresentanza politica” (il compito assegnato agli uomini eletti dal popolo di rappresentarlo) si suddivide in tre tipologie:

1) autoritaria: quando solo i governanti hanno la possibilità di individuare gli interessi nazionali.
Da questa deriva il divieto di vincolo di mandato.
E’ il nostro caso, è il caso della Costituzione Francese e delle Costituzioni di tutti i Paesi d’Europa e dell’Unione Europea stessa;

2) democratica: quando solo i governati (cioè il popolo) hanno la possibilità di individuare gli interessi nazionali.
Da questo deriverebbe l’obbligo del vincolo di mandato, che sarebbe, in altre parole, un contratto vincolante che inchioda il politico alle promesse fatte in campagna elettorale e grazie alle quali ha ottenuto i voti;

3) mista: quando sia i governanti che i governati hanno la possibilità di individuare gli interessi nazionali.
In questo caso il vincolo di mandato sarebbe facoltativo e potrebbe riguardare anche solo in parte le promesse elettorali.

Ecco messo a nudo l’ingranaggio principale del potere.

Attualmente gli uomini che prendono decisioni in nostra rappresentanza sono totalmente liberi dalle promesse elettorali, così liberi che, per precauzione, il vincolo di mandato, cioè l’impegno concreto a rispettarle, è vietato dalla Costituzione!

RivFoto13Dunque il rappresentante politico, investito del potere di decidere la direzione della Nazione e quindi il benessere del popolo e del territorio, è lasciato assolutamente (e obbligatoriamente) libero di agire invece di essere vincolato, inchiodato alle sue promesse, al programma presentato agli elettori.

Altro che chiunque si innalzerà sarà abbassato!

I “Padri” costituenti hanno realizzato esattamente il contrario.
Chiunque viene innalzato dal popolo, va ancora più in alto, arrivando al di sopra anche delle sue stesse promesse!

A qualcuno potrebbe ancora venire il dubbio che queste regole funzionino bene.
A costui l’invito di percorrere la strada sotto casa e di guardarsi attorno e di osservare coi propri occhi il risultato del sistema attuale.
Gli oppositori del vincolo di mandato hanno portato l’Italia esattamente dov’è oggi, trasformandola in un Paese triste, povero, sterile, morente, l’ombra di ciò che fu!

Hanno vietato il sacrosanto contratto con gli elettori con la promessa (un’altra promessa! E anche questa senza alcuna garanzia!!!) che gli uomini di potere soltanto in questo modo rappresenteranno gli interessi di tutta la Nazione.

Ma se un parlamentare non è vincolato a rappresentare neanche la volontà dei suoi elettori come può rappresentare la volontà di tutti?!
E’ una logica da truffatori! Da usurpatori del potere!

Il divieto di vincolo di mandato contraddice quello che Gesù Cristo ci ha insegnato sull’autorità, annulla la sovranità popolare e garantisce ad un qualsiasi potere occulto di affermarsi e di dirigere dietro le quinte gli eletti dal popolo per mezzo dei loro interessi personali!RivFoto17

Perché senza vincolo di mandato gli uomini di potere sono totalmente liberi di portare la Nazione dove vogliono e di cambiare direzione in qualunque momento senza doversi giustificare con nessuno.
Follia!


PARTE SECONDA

#vincolo di mandato: un esempio concreto

A chiarire ulteriormente questi concetti si può ricorrere ancora una volta all’uomo più famoso e importante della storia…

La vicenda giudiziaria di Cristo Gesù ci offre l’esempio tra gli esempi, la dimostrazione più evidente della differenza tra il potere che fa riferimento a se stesso, quello dei rabbini, e il potere che fa riferimento ad un impegno di lealtà, appunto un vincolo di mandato, quello di Ponzio Pilato.

RivFoto10Ponzio Pilato, di sangue Sannita, forse l’abruzzese più famoso della storia, nativo di Bisenti, un paesino della provincia di Teramo, in quella zona d’Abruzzo che si protende verso il magnifico Gran Sasso d’Italia, in cui anticamente si parlava anche l’aramaico, venne scelto per le sue qualità di condottiero, la sua conoscenza della lingua colta parlata in Giudea, appunto l’aramaico, e la sua cultura giuridica, a rappresentare il potere di Roma in quella tumultuosa e complessa regione federata dell’Impero.

Il Procuratore Ponzio Pilato era il massimo duce romano presente sul luogo, ovvero le legioni di stanza lì rispondevano tutte ai suoi ordini, era la massima autorità politica a cui spettavano le decisioni locali ed era anche la massima autorità giuridica, cioè rappresentava, oggi diremmo, la Corte Suprema.
Il suo mandato, però, era vincolato al rispetto delle leggi di Roma, alle usanze locali e al controllo dell’Imperatore.

Le autorità ebraiche della Giudea, Provincia cliente (cioè federata), godevano infatti di ampi poteri, il Procuratore era presente a rappresentare il Governo di Roma, a presiedere alla riscossione delle tasse e ad assicurarsi la fedeltà della autorità locali.

Ben cosciente dei doveri derivanti dalla sua importante carica e uomo di grande acume (come emerge dai resoconti evangelici e storici), Ponzio Pilato, nella vicenda messianica, rappresentò in maniera impeccabile l’oggettività del diritto romano, mettendosi al servizio della giustizia e riconoscendo al popolo la sua legittima sovranità.

RivFoto11Contrapposti totalmente alla sua figura, invece, i sacerdoti del Sinedrio, che rappresentavano l’autorità ebraica con giurisdizione per i reati commessi contro la legge mosaica, liberi da ogni vincolo verso il popolo, sfruttavano la loro investitura e tutto il loro prestigio per portare avanti i propri interessi personali.

Troppe volte infatti, Gesù Cristo aveva criticato il loro operato e messo in evidenza proprio l’uso personale della loro autorità.

Fu infatti il Sinedrio che ordinò l’arresto di Gesù Cristo (non Ponzio Pilato) e, dopo la prima udienza dal sommo sacerdote Caifa, che fu in realtà una farsa con l’obiettivo di motivare una sentenza di morte già precedentemente decisa (Caifa infatti, molto tempo prima dell’arresto, a proposito di Cristo, aveva detto agli altri capi rabbini del Tempio: «Voi non capite nulla; non riflettete che è meglio che un solo uomo muoia per il popolo perché non perisca tutta la Nazione.» [Gv 11: 49-50]), i capi rabbini lo mandarono da Pilato.

Pilato, ascoltato Gesù Cristo e trovate pretestuose e false le accuse con cui i rabbini glielo avevano consegnato (“Sapeva bene che glielo avevano consegnato per invidia [Mt 27: 18]; lo avevano infatti presentato a Pilato con l’ignobile e menzoniera accusa: «Costui noi l’abbiamo scoperto mentre sovvertiva la nostra nazione e vietava di pagare le tasse a Cesare affermando di essere il Messia re!» [Lc 23: 2]), lo assolse ufficialmente dichiarando solennemente alla folla dei presenti: «Io non trovo in lui nessuna colpa» [Gv 18: 38].

Ma i capi rabbini, determinati a piegare la giustizia al loro scopo, insistettero nel chiedere la condanna di Gesù.
Venne fuori che Egli era galileo e dunque sotto la giurisdizione del re Erode, presente in Gerusalemme in quei giorni.

RivFoto12Pilato, che aveva già emesso sentenza di assoluzione rispetto alla legge romana, lo rinviò quindi a giudizio da Erode in virtù dello status della Giudea di Provincia Cliente di Roma.

Erode, dopo aver vilipeso Cristo, trovandolo anch’egli innocente delle accuse a suo carico presentate dai capi del Sinedrio, lo assolse rimandandolo a Ponzio Pilato.

Il sovrano ebreo aveva dunque dato esempio di abuso di potere per il trattamento di scherno al prigioniero ma aveva tenuto fede alla sua carica di giudice, onorando la verità.

Confermata la sentenza di assoluzione anche da re Erode, Pilato riconvocò i capi rabbini, i magistrati e il popolo e solennemente dichiarò l’assoluzione piena per Gesù:

«Mi avete presentato quest’uomo come sovvertitore del popolo.
(ndA: Pilato informa i presenti del capo di accusa)
Io l’ho esaminato davanti a voi
(ndA: trasparenza della giustizia romana, in rispetto del vincolo che Pilato era tenuto ad osservare anche nei confronti della Provincia cliente di Giudea)
ma non l’ho trovato colpevole in nulla delle accuse che gli fate.
Ma neppure Erode, perché ce l’ha rimandato
(ndA: il riconoscimento della giurisdizione del re ebreo).
Dunque egli non ha fatto nulla che meriti la morte.
Ma lo farò castigare e poi lo rilascerò.»
(ndA: Pilato qui va incontro al Sinedrio per ragion di Stato. I rabbini infatti avevano aizzato la folla e, sebbene fosse consapevole dell’innocenza di Cristo, Pilato voleva farlo punire per accontentare i rabbini ma salvargli la vita. Nessun’altra opzione, che non contemplasse l’utilizzo delle armi, era possibile).

La folla accorsa però, che era stata istruita e corrotta dai rabbini, invocava la morte per Gesù e la liberazione di un reale oppositore del potere romano e assassino prigioniero dei Romani, tale Barabba.

Per tre volte Pilato, per onor di giustizia, dichiarò l’innocenza di Cristo alla folla, nel disperato tentativo di far agire quei corrotti secondo coscienza ma nulla…RivFoto14

Così il Procuratore romano, per rispetto della consuetudine di rilasciare un prigioniero in occasione di una festività ebraica (erano i giorni della Pasqua), riconobbe al popolo l’ultima parola, la sovranità, e consegnò Cristo alle guardie (gli auxiliares, la milizia dei samaritani che costituiva il grosso dell’esercito romano in Giudea) per l’esecuzione della pena.

Poi si lavò le mani, un gesto solenne, simbolico, di purificazione, per sottolineare quanto affermò:
«Io sono innocente del sangue di questo giusto. Voi ne risponderete!»


PARTE ULTIMA

#più di una speranza: la soluzione

RivFoto15«Tu non hai su di me nessun potere che non ti sia dato dall’Alto»
Queste furono le ultime parole di Gesù Cristo a Ponzio Pilato, che vanamente aveva cercato di salvarlo, prima che il procuratore chiedesse alla folla corrotta la sua volontà.

Un’affermazione che sottolinea, ancora una volta, che gli uomini di potere non hanno nessuna dignità superiore agli uomini che sono chiamati a governare.

Il loro compito è servire, mettere a frutto della comunità le loro doti.

L’uomo, però, è un ponte tra la terra e il Cielo, tra il mondo materiale e quello spirituale e come tale subisce l’attrazione di entrambi.

Ecco perché, allo scopo di seguire l’insegnamento di Cristo Gesù, ma anche solo compiendo una semplice riflessione, si arriva alla conclusione che sia necessario e giusto che chiunque sia innalzato al governo della comunità, qualunque sia la sua funzione, venga abbassato al ruolo di servitore della comunità stessa, mediante l’obbligo di rispettare le promesse, mediante il vincolo di mandato.

Soltanto così chiunque si abbasserà ad essere servitore della sua terra, sarà innalzato attraverso il rispetto dei suoi impegni nel cuore e nella memoria della sua gente.

Soltanto così la Nazione che si sarà abbassata ad accettare un condottiero, un capo politico, sarà innalzata dal miglioramento spirituale e materiale.

Sono passati 20 secoli da quei drammatici fatti. C’è chi dice che Ponzio Pilato si convertì.
Così sembrerebbe dalle sue parole e, in effetti, c’è anche chi lo venera come Santo.
RivFoto16Quello che però noi osserviamo oggi è che a Bisenti, nel suo paese natale, dopo tutto questo tempo, non si invocano più gli dèi ma ci si inginocchia davanti a Cristo Gesù, in una bellissima e preziosa chiesa dedicata a Maria, Sua Madre.

Veritas filia temporis.

Solo la Verità fiorisce nel tempo. Tutto il resto appassisce e muore.
Bisenti ci racconta di un uomo risorto dal buio dei secoli che ha abbracciato con la sua presenza anche i concittadini del suo giudice terreno di rango più elevato.
Quell’Uomo oggi non ci parla più con voce materiale ma ugualmente ci guida, ci ispira per riscattare le nostre vite da ogni prigionia.
E se Egli disse: “Il più grande tra voi sia colui che vi serve” sappiamo cosa ci direbbe in merito al vincolo di mandato, all’obbligo per un uomo di potere di rispettare le promesse fatte.

Fu un tale Edmund Burke, un massone iscritto alla loggia Jerusalem, il “Cicerone britannico”, a concepire il divieto per i politici di essere vincolati alle loro promesse.
Sono passati poco più di 240 anni da quando questa idea è stata diffusa e noi oggi ne raccogliamo tutti i frutti.
L’idea del massone Burke è un veleno che ha mortificato la politica, ma noi oggi, grazie a questa recente concezione di diritto costituzionale, abbiamo finalmente un punto di partenza, una luce che può permettere la resurrezione spirituale, culturale e sociale, abbiamo la possibilità di stringere quella Mano tesa dal Cielo.

Il vincolo di mandato è l’unica occasione di riscatto del popolo.

I potenti avverseranno sempre questa idea perché è l’unica che rimette la sovranità nelle mani del popolo.
Qualunque promessa ci venga fatta, ricordatelo, non sarà mai garantita senza questo strumento.
Questa sarà la più grande conquista dell’organizzazione sociale umana da 240 anni a questa parte.
Oggi il mio conterraneo, il Procuratore Ponzio Pilato, chiede a noi chi scegliamo: Cristo o Barabba.RivFoto18

Il fiume dell’esistenza scorre inarrestabile, alimentato dall’evolversi delle nostre vite.
Come una roccia caduta nel letto del fiume può deviarlo, un’idea, se abbastanza forte, può farci deviare da un percorso finora considerato immutabile, portandoci verso nuovi, inesplorati territori dell’essere.
Dio Gesù ci accompagni.